Se c’è un argomento che abbiamo trattato più e più volte su Amore Oggi è quello dell’accettazione totale del partner senza la quale non è possibile parlare di relazione realmente sana.

Il problema è che, quando si parla di “accettazione totale“, molte persone tendono a prendere questo concetto in maniera assoluta e, quindi, si convincono che devono essere accettate al 100% nonostante siano in possesso di tratti caratteriali altamente dannosi sia per se stessi che per il partner.

Mi vengono in mente le parole della dottoressa Cinzia Mammoliti quando afferma che molti dei peggiori manipolatori si trovano spesso travestiti da vittime e, alla stessa maniera, molte persone (pur senza essere necessariamente parte della categoria “manipolatori”) pur di non mettersi in discussione sfruttano questo concetto di accettazione per giustificare di tutto e di più.

Volendo fare un esempio “estremo“, una persona violenta potrebbe arrivare a colpevolizzare la sua vittima dicendole che “lui/lei è fatto così e se non gli sta bene allora non lo ama davvero perché non lo accetta per come è”.

In questo articolo quindi… parliamo proprio di questo: cosa significa accettazione? Quando è valido il concetto di accettazione del partner? Quando non lo è?

Pronto?

3… 2… 1… via 😀

 

COSA SIGNIFICA ACCETTARE IL PARTNER

Quando parliamo di accettazione totale del partner parliamo principalmente del suo modo di vedere la vita, delle sue capacità, dei suoi gusti e passioni, delle sue attività.

Molte coppie ad esempio si separano a causa del lavoro: può capitare che il lavoro sia, per uno dei partner estremamente importante, che sia per questioni economiche o per principi morali (ad esempio un medico potrebbe dedicare molto tempo al lavoro sia per guadagno che perché è un lavoro “socialmente e moralmente” importante che può fargli salvare delle vite).

Quando si decide di intraprendere una relazione con una persona del genere è estremamente importante sapere che questi sono tratti caratteriali che vanno assolutamente accettati in toto. Se non è possibile farlo è meglio non cominciare proprio suddetta relazione che, tanto, è destinata a fallire nel tempo creando gravi sensazioni di carenze affettive.

Lo stesso discorso si applica per passatempi, passioni e sopratutto abilità: ad esempio una persona potrebbe essere appassionata di danza, seguire corsi, partecipare a gare e concorsi… ed è assolutamente inutile cominciare una relazione con questa persona solo per poi creare litigi su litigi perché ci sentiamo “messi da parte quando lei si dedica alla sua passione.

Da ricordare oltretutto che pretendere dall’altro che abbandoni lavoro, passioni ed interessi… non solo non è dimostrazione d’amore (molte persone sono convinte che chiedere una rinuncia possa dimostrare l’amore dell’altro… sopratutto per colpa dei film) ma anzi: dimostra che noi che richiediamo tale rinuncia non amiamo realmente l’altro e, nel caso in cui tale rinuncia viene eseguita, nel tempo si creeranno solo rimpianti che andranno poi a loro volta a creare sensazioni di disagio se non proprio di odio profondo verso chi ha richiesta il cambiamento.

Il risultato?

Sicura fine della relazione nel migliore dei casi… nel peggiore una relazione malata in cui nessuno dei due partner vive serenamente che perdura nel tempo nonostante tutto.

Alla stessa maniera le persone hanno diverse capacità, più o meno sviluppate, ed è necessario essere in grado di accettare le mancanze.

Un esempio può essere una coppia che si separa perché uno dei due non è capace nelle pulizie casalinghe: questo è un tratto personale che andava valutato fin dall’inizio! Se poi l’altro si impegna a migliorare per amore nei nostri confronti, beh… è un qualcosa in più ma tale cambiamento non dovrebbe essere richiesto ne indispensabili ai fini del proseguo della relazione.

 

QUAND’E’ CHE NON DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE ACCETTARE LE CARATTERISTICHE DEL PARTNER?

Generalmente quando tali caratteristiche vanno a danneggiare direttamente il partner stesso e te.

Volendo fare un esempio: se abbiamo a che fare con una persona che fa uso di droghe pesanti, sopratutto se cerca di iniziare anche noi al loro utilizzo, accettare questa caratteristica è assolutamente fuori discussione.

Alla stessa maniera la violenza sia fisica che verbale è un “no” assoluto così come lo è la mancanza di fiducia o l’esclusione dalle decisioni familiari e dai contesti sociali che dovrebbero invece essere condivisi.

 

LASCIAR ANDARE O CERCARE DI CAMBIARE L’ALTRO?

Nel caso in cui ci si renda conto di avere a che fare con una persona che fa dei suoi modi “prevaricatori” uno standard (quindi manipolatori seriali, maniaci del controllo, vampiri emotivi, ecc ecc ) allora non c’è neanche da pensarci: l’unica cosa da fare è staccarsi ed andarsene prima di incorrere in serie conseguenze personali.

E’ anche vero però che esistono tante persone che non fanno parte di queste categorie ma che dimostrano ugualmente tratti problematici sia per se stessi che per noi: quindi cosa fare in questi casi?

La prima cosa da fare è capire se la controparte è interessata o meno a star meglio o se si “crogiola” nella convinzione che se qualcuno le vuole bene deve per forza accettare tutti questi comportamenti: nel primo caso può valer la pena continuare a stargli accanto, cercare non tanto di cambiarlo quanto di aiutarlo a provocare in se stesso un cambiamento positivo, se necessario anche rivolgendosi a professionisti esterni (ad esempio uno psicologo).

Un esempio potrebbe essere una persona che, in vita sua, è stata tradita più volte dai suoi partner e che, quindi, come conseguenza ha sviluppato una forte tendenza al sospetto ed alla sfiducia: due tratti che non legano per niente con il vero amore.

In una situazione del genere, se si riscontra in tale individuo una volontà a superare il problema, può sicuramente valere la pena armarsi di tantissima pazienza e restarle accanto facendo quello che è in nostro potere per aiutarlo.

Se invece non fa altro che ripetere che “Lui/lei è così e tu dovresti fartelo andare bene e basta, allora lascia perdere perché una delle più grandi verità è che non è possibile aiutare una persona che non vuole essere aiutata.

Tale persona passerà tutta la vita soffrendo e facendo soffrire, arrabbiandosi verso il mondo e tutte le persone che lo abitano attribuendo a loro la sua sofferenze, incapace di capire che è auto-provocata.

 

CONCLUSIONI

Accettazione totale ma solo in specifici ambiti.

Se il partner (o aspirante tale) non fa altro che sfruttare questo concetto per ricattarti emotivamente e sminuirti… lascia perdere: in questo caso non si tratta più di accettazione ma di puro e semplice masochismo misto a sottomissione.

E’ importante essere in grado di scindere ed analizzare le situazioni, capendo che accettazione” non è e non dovrà mai essere un “alibi che ci permette di far subire agli altri tutto quello che vogliamo e che, oltre all’accettazione, uno degli elementi principali dell’amore e delle relazioni che perdurano nel tempo è il rispetto.

Spero che questo articolo ti sia stato d’aiuto 🙂

Un abbraccio,

Luca Leonardi

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