Laureata in Giurisprudenza nel 1993. Specializzata in Criminologia, Psicopatologia Forense e Psicologia Criminale la Dottoressa Cinzia Mammoliti è riconosciuta come una delle maggiori esperte nazionali in ambito di manipolazione relazionale e violenza psicologica.

Consulente, ricercatrice e docente per forze dell’ordine e privati ricopre, tra gli altri i seguenti incarichi:

  • Socio SIC (Società Italiana Criminologia, Associazione scientifica impegnata nella promozione di studi e ricerca in ambito criminologico);
  • Membro del Comitato Scientifico di Link Italia (Associazione di Modena impegnata su scala nazionale e internazionale nella ricerca in ambito criminologico, vittimologico, investigativo, psicosociale e zooantropologico);
  • Docente di criminologia e comunicazione strategica per il Polo Anticrimine dipart. Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno;
  • Docente di psicologia per la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno (SSAI);
  • Coordinatrice docenti (e docente) area didattica comunicazione per la Scuola Interregionale di Polizia Locale di Modena.

 

UN INTERVISTA A CINZIA MAMMOLITI: MANIPOLAZIONE EMOTIVA, RELAZIONALE E NARCISISMO PERVERSO

Nel campo sei ritenuta una delle maggiori esperte nazionali in ambito di manipolazione relazionale e narcisismo perverso. Puoi spiegare ai lettori come mai hai scelto proprio questo ambito?

Ho iniziato ad appassionarmi a questo settore leggendo, a partire dal 2008, testi estremamente illuminanti di autrici perlopiù francesi, quali Isabelle Nazare Aga e Marie France Hirigoyen che parlavano di un fenomeno ancora poco o nulla trattato in Italia: la manipolazione relazionale e le molestie morali. Cercavo di uscire, allora, da una brutta relazione con una persona profondamente disturbata che mi cagionava malessere e scompensi e cercavo di ricorrere al self help aiutandomi con libri e articoli che riassumessero in qualche modo quello che stavo vivendo e da cui non riuscivo a liberarmi.


Nel corso degli anni so che hai pubblicato numerosi libri sull'argomento. Uno che mi ha colpito particolarmente è stato "Intervista a un narcisista perverso", che descrive in maniera molto dettagliata quella che può diventare la vita avendo a che fare con uno di questi personaggi. Per fare in modo che anche i lettori che non possiedono il libro riescano a capire meglio queste conseguenze potresti condividere con noi alcune esperienze con cui ti sei ritrovata ad avere a che fare?

Per quanto abusato, inflazionato e storpiato da più parti il termine "narcisismo perverso" riguarda una gravissima patologia della sfera emotiva e comportamentale che implica, oltre a un senso grandioso del sé e un'aggressività fondamentalmente incontenibile, un'integrale mancanza, nell'agire, di etica, senso di colpa, rimorso o rimpianto. Si tratta sostanzialmente di una forma di psicopatia in cui il soggetto che ne è affetto è praticamente privo di connotati umani che gli consentano di provare sentimenti buoni verso gli altri.

Il protagonista del mio libro è un sadico, mentalmente crudele, con una propria ferrea logica che lo autorizza a deresponsabilizzarsi costantemente colpevolizzando gli altri.

Ho avuto a che fare con "persone" così sia nella mia vita personale che professionale. La cosa che colpisce di questi soggetti è che si presentano esattamente per quello che non sono e occupano sovente ruoli sociali e cariche importanti. Sono affascinanti, brillanti, apparentemente affidabili e intrisi di valori e nobili principi. Solo frequentandoli, o osservandone da vicino i comportamenti, ti rendi conto che si tratta di veri e propri mostri che indossano maschere via via diverse a seconda delle ingenue prede che incontrano. Se si ha la sfortuna di coinvolgersi sentimentalmente per elementi di questo genere le conseguenze per la propria salute psico fisica possono essere devastanti.


Insomma il pericolo è molto più serio di quanto molte persone credano. Non hai mai l'impressione che la gente tenda a minimizzare molto le problematiche di queste situazioni?

La gente minimizza perchè non conosce. In Italia siamo ancora indietro anni luce su queste tematiche. Cominciò a parlarne in maniera strutturata il Prof. Pier Pietro Brunelli, nei suoi illuminanti testi, e la D.ssa Sandra Filippini in un suo saggio straordinario: "Relazioni perverse: la violenza psicologica nella coppia", arrivai io nel 2012 con "I serial killer dell'anima" che vide un'attenzione mediatica assolutamente inaspettata. Nell'ultimo decennio abbiamo assistito alla nascita di blog, gruppi di auto mutuo aiuto, forum on line in cui si parla attivamente del fenomeno e ci si confronta. Parlarne se ne parla sicuramente tanto, a volte fin troppo, spesso con informazioni assolutamente distorte ed erronee divulgate da chi si spaccia per esperto/a del settore senza assolutamente esserlo tentando di cavalcare l'onda della violenza di genere. Ma non si tratta di un problema di violenza di genere. La violenza psicologica, e la manipolazione relazionale che la precede, sono argomenti estremamente delicati, che richiedono un approfondito studio multidisciplinare e che riguardano tutti, donne e uomini e tutti i contesti relazionali: famiglia, coppia, lavoro, scuola. E non basta parlarne solamente, bisognerebbe iniziare ad agire seriamente per prevedere adeguate tutele per le vittime.


Mi è capitato di avere a che fare con alcuni dei famosi "guru" che oramai è facile trovare online, che predicavano di come non esistano "vittime" e che la responsabilità delle nostre brutte situazioni, comprese quelle che derivano dall'avere a che fare con dei manipolatori, sia sempre e solo nostra che ce le cerchiamo. Tu che cosa ne pensi di affermazioni di questo tipo e dei personaggi che le professano?

Che si tratti perlopiù di esaltati narcisisti a caccia di sensazionalismo e adepti da manipolare. Non entro neanche nel merito dell'affermazione che richiederebbe una specifica analisi e trattazione da parte di persone realmente competenti. La pandemia di sedicenti "guru" virtuali che professano il niente dandogli una patina di spiritualità e profondità rappresenta una delle spiacevoli conseguenze dell'avvento dei nuovi media. I truffatori hanno nuove armi per frodare la gente, gli improvvisati e ignoranti si ammantano di lustro, titoli, competenze e qualifiche di cui sono privi. I "guru" nelle più disparate discipline prolificano e fanno danni perché cercano soltanto potere e controllo sugli altri. La tragedia è che è pieno in giro di masse di psicolabili che ci cascano. E basta il primo imbecille complessato che si metta a pontificare su un social che subito sarà seguito da un circuito di adepti bisognosi di farsi abbindolare da chicchessia.


Molte persone sono convinte che le vittime dei narcisisti perversi e della manipolazione siano esclusivamente appartenenti al genere femminile. E' vero o è una problematica che colpisce entrambi i sessi?

Riteniamo che le vittime siano prevalentemente donne in quanto queste ultime tendono a parlarne di più, esporsi e, nei casi estremi denunciare. Manca tuttavia una statistica che ci consenta di comprendere quanti siano numericamente gli uomini coinvolti e che differenza numerica vi sia tra vittime di sesso maschile e vittime di sesso femminile. Sicuramente il fenomeno riguarda molto da vicino anche gli uomini perché di donne manipolatrici e abusanti ce ne sono tante.


Come mai secondo te c'è questa convinzione sul fatto che queste disgrazie colpiscano quasi unicamente le donne?

Perché vige ancora un anacronistico stereotipo della vittima fondato sulla fragilità, emotività e bassa autostima di chi cade in certe dinamiche, caratteristiche tipiche, in base alla percezione collettiva, di una certa fetta del genere femminile. In realtà le peculiarità delle persone vittime di manipolazione e abuso psicologico , siano esse donne o uomini, poco hanno a che fare con i classici stereotipi. Prima tra tutte l'estrema empatia, ossia la capacità di immedesimarsi ed entrare nelle corde altrui, al punto da arrivare a tollerare l'intollerabile per eccesso di comprensione. Difficilmente, poi, abbiamo a che fare con persone fragili e insicure di sé. Tutt'altro. Spesso si tratta di persone energeticamente molto dotate che gli abusanti e le abusanti si divertono a maltrattare per depauperarle e spegnerle.


Per quanto la problematica sia importante, a volte sembra che non esistano degli aiuti reali per uscirne. E' vero? E se ci sono come mai molte persone non ne sono a conoscenza

Come dicevo prima il problema è, purtroppo, ancora poco conosciuto ed esplorato in Italia. Una vera e propria normativa in materia non esiste.

Il reato di plagio che contemplava quelli che possono essere oggi parte dei casi di manipolazione relazionale è stato dichiarato incostituzionale nel 1981 e da allora è rimasto un vuoto normativo che ha dato il via libera ad abusi e soprusi di ogni tipo. Se è sicuramente difficile far valere in giudizio situazioni di manipolazione che non degenerino in altri tipi di reato vi è, tuttavia, la possibilità di farsi supportare da operatori e strutture altamente specializzate che conoscano bene il fenomeno. Ci tengo a sottolineare l'importanza dell'elevata specializzazione perché i danni che si possono fare in questo ambito, se non si conosce bene la materia, sono numerosissimi.


Sono anni oramai che fai tutto quello che puoi per sensibilizzare le persone a queste problematiche ed aiutarle a "non farsi fregare". Il tuo ultimo libro infatti si intitola "Non mi freghi più. Prontuario operativo per difendersi da manipolatori relazionali, narcisisti patologici, psicopatici & co.".La prima cosa che mi ha molto colpito è stata l'immagine di copertina che credo essere estremamente rappresentativa di quello che sono le persone di cui parli, puoi dirci di più in merito?

Un uomo cupo e tetro che si leva una maschera dal viso. Noi siamo fregati quotidianamente, in ogni ambito della nostra vita, da soggetti che indossano maschere che, per una serie di ragioni, non siamo in grado e a volte non vogliamo riconoscere.


All'interno del libro affermi: "Nessuna persona lucida proverebbe a far parlare una sedia. Le vittime dei manipolatori lo fanno". Questa frase mi ha colpito molto. Cosa volevi dire esattamente?

L'arma privilegiata da manipolatori e manipolatrici per destabilizzare gli altri é la comunicazione. Pensare di poter comunicare efficacemente con un manipolatore relazionale é un ossimoro. Loro non comunicano e non lo fanno in quanto non vogliono comunicare. E'il loro modo tipico per mantenere un controllo assoluto sulle relazioni creando al tempo stesso insicurezze nella controparte.


Si può dire che i manipolatori spesso riescono a far perdere talmente tanta lucidità alle loro vittime da portarle ad essere incapaci di realizzare quello che stanno subendo

Assolutamente sì.


Non c'è allora il rischio che, pur venendo a conoscenza delle varie tecniche manipolatorie a cui sono sottoposte, tale mancanza di lucidità possa impedire comunque alle persone che ne sono vittima di rendersene conto rendendo in parte vana un'opera di prevenzione?

Il rischio c'è ed è consistente, ma la divulgazione, finalizzata principalmente alla prevenzione, anche se non può aiutare tutti a qualcuno prima o poi aprirà gli occhi.


Ma esistono modi per aiutare le vittime a realizzare di esserlo?

Spesso le vittime di dinamiche psicologiche abusanti sono persone che soffrono di dipendenza affettiva, quella forma di dipendenza dall'altro e dalla relazione che porta a fare e tollerare qualunque cosa pur di non perdere il rapporto. Una vittima si può aiutare solo quando la stessa decida di farsi dare un supporto, dopo aver riconosciuto il problema e preso atto di aver bisogno di un aiuto competente e professionale per uscirne. Cercare di convincerle, se non sono le prime a volersi liberare, non serve a nulla, è come dire a un tossicodipendente di smettere di drogarsi perché gli fa male.


E' possibile che un manipolatore si avvicini alle sue vittime cercando di farsi passare per una vittima a sua volta?

La maschera della vittima è la più usata da manipolatori e manipolatrici per abbassare le resistenze delle loro prede e sono talmente abili a recitarne il ruolo che riescono a ingannare spesso anche gli operatori del settore.


In questo caso come è possibile riconoscerli ?

Facendo innanzitutto appello al proprio sesto senso, studiando e analizzando bene il linguaggio del corpo, che è quello più difficile da simulare o dissimulare, formulando numerose domande di modo da portarli a cadere in eventuale contraddizione. Il fatto é che si tratta nove volte su dieci di attori ed attrici provetti abilissimi nell'invertire ruoli e responsabilità dinanzi a chiunque.


Generalmente quali sono le persone più soggette a rimanere vittima di manipolazione oltre a quelle particolarmente empatiche?

Quelle che hanno un gran bisogno del consenso e dell'approvazione altrui, quelle che hanno difficoltà a mettere paletti e dire no, quelle che non hanno sviluppato un pensiero libero e autonomo e tendono a conformarsi alla massa e a credere in preconcetti e stereotipi.


E' possibile quindi dire che una persona che è stata vittima di manipolazione riuscendo, fortunatamente, ad uscirne, debba considerare di affidarsi ad un esperto che possa aiutarla a superare le problematiche che l'hanno resa vittima?

Laddove possibile direi proprio di sì anche per evitare di ricadere in analogo errore.


All'interno di una delle importantissime sezioni del tuo libro spieghi, con tanto di numerosi esempi pratici, che è possibile "fregare" i manipolatori imparando a contromanipolarli. Cosa succede esattamente nel manipolatore quando si vede utilizzare contro queste tecniche?

Ordinariamente si ritira. Quando si rende conto di non avere più il dominio e il controllo della controparte il gioco lo/la annoia e preferisce andarsene. All'inizio magari prova ad alzare il tiro, ma se proprio vede che non ce la fa più e, soprattutto, che i suoi sistemi non hanno più presa sull'altro distoglie l'attenzione.


So che tieni anche dei corsi in cui insegni a difenderti dalla manipolazione utilizzando le parole, se qualcuno volesse maggiori informazioni per partecipare come può fare?

Alla pagina Eventi e a quella News del mio sito www.cinziamammoliti.it si può trovare tutto, idem alla sezione eventi delle mie pagine facebook https://www.facebook.com/cinzia.mammoliti e https://www.facebook.com/cinziamammoliti.ufficiale/


E se invece qualcuno fosse interessato ad acquistare il tuo libro dove può trovarlo?

Su Amazon o scrivendo alla mia assistente cecchiniallegra@gmail.com


Hai altri libri o corsi in programma?

Certo. Ma non ne parlo per scaramanzia, maturo circa otto o nove nuove idee al minuto 🙂


Per concludere c'è un consiglio che ti senti di dare ai lettori per aiutarli o a non ritrovarsi vittime di manipolazione o, eventualmente, ad uscirne?

Occorre imparare a conoscersi e ascoltarsi di più. Cresciamo programmati per soddisfare i bisogni degli altri e spesso li anteponiamo ai nostri. Ma più si matura conoscenza e consapevolezza di sé più si impara ad integrare il lato di luce con quello d'ombra, più aumentiamo la nostra autostima e sicurezza in noi, meno le persone manipolatrici possono fare ingresso nella nostra vita. Conoscenza è potere, autoconoscenza è l'antidoto contro i manipolatori.


Bene, ti ringrazio tantissimo per questa intervista. Sono sicuro che sarà estremamente utile a tutti quelli che la leggeranno.

Grazie a te 🙂

 

CONCLUSIONI

Per concludere tengo molto a ringraziare ancora una volta la Dottoressa Cinzia Mammoliti per la disponibilità a rilasciare questa intervista.

E tu che l'hai letta cosa ne pensi?

Lasciamelo scritto nei commenti.

Un abbraccio,

Luca Leonardi

 

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