Se devo mettermi a riflettere per trovare qualcosa in comune tra quasi tutte le persone che mi contattano per raccontarmi la loro situazione e chiedere consiglio (a proposito, puoi scrivermi a “info@amoreoggi.it” senza problemi se tu dovessi averne bisogno) la mia prima scelta sarebbe sicuramente la convinzione di essere “brave persone“.

Sono un bravo ragazzo“, “sono una brava ragazza“, “sono una brava persona“, sono parole che ho sentito ripetere all’infinito.

Un’altra cosa interessante è che queste persone, convinte di essere “brave persone”, hanno sempre problemi in ambito relazionale, sono infelici e spesso disgustati dalla vita e dagli altri esseri umani.

E’ difficile avere a che fare con persone di questo tipo: la loro mente spesso è chiusa a consigli e realtà e rifiutano categoricamente di comprendere una semplice verità: ovvero che “non sono poi così tanto brave come persone.

Ora… se ti consideri una brava persona ed hai problemi relazionali hai due scelte: arrabbiarti, rifiutarti anche solo di prendere in considerazione questa possibilità e non cambiare assolutamente niente della tua vita e della tua situazione… o continuare a leggere, perché in questo articolo spiegherò al mio meglio il perché di questa affermazione.

Hai deciso di continuare? Allora…

3… 2… 1… via!

 

IL CONCETTO “SBAGLIATO” DI BRAVA PERSONA

Cosa significa “essere una brava persona“?

Tantissima gente ha un concetto totalmente sbagliato dell’essere bravi e, in buona parte, la responsabilità è dovuta all’educazione religiosa che si riceve. Sopratutto in italia, anche se non siamo particolarmente attivi da un punto di vista religioso, l’influenza del cristianesimo è estremamente forte e si interseca tenacemente con l’educazione che riceviamo fin dalla nascita.

Siamo convinti che non rispondere alle provocazioni, dare tanta importanza agli altri trattando sempre tutti con il massimo rispetto e addirittura sacrificare noi stessi siano “sintomi” dell’essere “bravi” ma… è veramente così?

Cominciamo a “distruggere” il concetto di “brava persona” mettendo in risalto alcune incongruenze religiose (ovviamente andrò oltre la mera ottica religiosa).

INCONGRUENZE BIBLICHE

Porgi l’altra guancia” è la prima frase chiave. “Tratta il prossimo tuo come te stesso” è l’altra.

Quali sono le figure, religiosamente parlando, che meglio rappresentano queste frasi? Probabilmente Dio, Gesù ed i suoi apostoli… giusto?

Dopotutto secondo il cristianesimo Gesù è addirittura morto per noi.. quale forma migliore di sacrificio può mai esistere?

Bene… adesso vorrei farti riflettere su alcuni eventi raccontati dalla bibbia.

DIO: il simbolo dell’amore assoluto “condanna” tranquillamente chiunque “pronunci il suo nome invano“.

Non solo, nella bibbia, sopratutto nel vecchio testamento, è pronto a sterminare senza ritegno qualsiasi persona osi anche solo toccare gli oggetti da lui proclamati sacri che lo rappresentano sulla terra. Uccide praticamente chiunque si rifiuti di riconoscerlo come l’unico dio (basti pensare agli Egiziani a cui per dimostrare la sua potenza ha devastato non solo nazione e campi ma ucciso anche tutti i primogeniti), non chiede ma ordina e comanda e, sopratutto, si arrabbia molto facilmente arrivando addirittura ad infrangere delle promesse.

La prima che mi viene in mente è la promessa di non distruggere Sodoma (mi pare fosse Sodoma) nel caso in cui vi fosse al suo interno almeno una sola persona per bene: beh… la persona per bene c’è.. ma dio fa comunque piovere fuoco dal cielo incenerendo tutta la città ed uccidendo tutta la popolazione.

GESU’: il figlio di dio, simbolo del suo amore per gli uomini, che si mette a frustare i mercanti nel tempio per aver osato dissacrare la casa di suo padre.

APOSTOLI: tra i vari atti di “violenza” degli apostoli il più significativo è sicuramente quello effettuato durante l’arresto di Gesù da parte dei romani in cui uno degli apostoli taglia di netto un’orecchio ad un soldato romano che cercava di portare via Gesù.

Come puoi vedere, le figure più rappresentative del concetto di “bravo” non sono poi così tanto pronte a porgere l’altra guancia e dimostrare questo amore infinito che dovrebbe contraddistinguerle… ma il punto qui non è che dobbiamo essere violenti e reagire in malo modo quando veniamo provocati quanto invece un qualcosa di molto più importante.

Prima di continuare a leggere quindi, vorrei che tu ti fermassi un attimo a riflettere qual’è il “filo comune” che unisce tra loro tutti quanti questi comportamenti. La motivazione per cui queste “persone” (se di persone si può parlare) arrivano a “sbottare” nonostante siano simbolo d’amore.

Appena fatto vai pure avanti per scoprire se hai ragione o no.

 

COME SI COMPORTA CHI E’ CONVINTO DI ESSERE UNA BRAVA PERSONA?

Passiamo adesso a parlare di chi è convinto di essere “bravo“: come si comporta? Quali sono i suoi pensieri? Quali le sue sensazioni?

Ovviamente non parliamo di modelli comportamentiali e di pensiero “universali” e, qualsiasi cosa io vada a scrivere adesso, va considerata come preceduta da un “molti di loro” non da “tutti loro“.

  • non rispondono alle provocazioni e spesso si lasciano maltrattare.
  • internamente giudicano negativamente gli altri arrivando a considerarli tutti idioti.
  • pensano al peggio quando c’è da trovare una responsabilità personale.
  • giustificano i comportamenti negativi degli altri.
  • le loro necessità sono secondarie rispetto a quelle di qualcun altro.
  • cercano disperatamente l’approvazione di qualcuno

La mia domanda per te adesso è: cos’è che manca alle persone con questi tratti caratteriali che invece hanno i “modelli” religiosi di cui abbiamo parlato in precedenza?

 

LA REALTA’ SUL CONCETTO DI BRAVA PERSONA

la verità è che nel concetto di “brava persona” che hanno al giorno d’oggi tutti quelli che lamentano problemi relazionali convinti però di essere “bravi ragazzi o brave ragazze” manca una cosa importantissima che mai e poi mai dovrebbe mancare ovvero l’amore ed il rispetto per se stessi.

DIO nella bibbia non permetteva a nessuno di “mettergli i piedi in testa senza rappresaglie, Gesù per quanto abbia sacrificato se stesso non ha mai perdonato una mancanza di rispetto verso suo padre e gli apostoli alla stessa maniera non hanno praticamente mai tollerato le mancanze di rispetto verso di loro e verso gesù.

Chi vive in questo stato illusorio di “bontà invece si sminuisce continuamente, ogni volta che qualcosa non va come dovrebbe pensa sempre ed immediatamente in maniera negativa, se qualcuno lo tratta male si giustifica con quel qualcuno per tentare di ottenere la sua approvazione come se fosse stato lui a fare invece che subire qualcosa di sbagliato e, se qualcuno si giustifica con lui perdona ed accetta quasi immediatamente le giustificazioni. Si mette da parte per gli altri rinunciando a se stesso, si fa sfruttare continuamente e, sopratutto, giudica se stesso in base all’ammontare di approvazione che riceve dagli altri.

Mi dispiace… ma questo non significa amare se stessi, non significa rispettare se stessi e sopratutto, visto che stiamo mancando di rispetto alla persona più importante del nostro mondo, ovvero noi stessi, non potrà mai significare essere “brave persone”.

Certo, le brave persone non arrecano danno agli altri… ma questo non significa che debbano farsi trattare da tutti quanti (se stessi compresi) come sacchi da boxe o. al contrario, che debbano pensare all’intera razza umana come composta da poveri imbecilli incapaci di riconoscere il suo valore e le sue qualità.

I “bravi ragazzi” non hanno successo sentimentalmente? Le “brave ragazze” vengono sfruttate e manipolate?

Gli idioti che non danno valore a loro stessi non hanno successo sentimentalmente, quelli che mettono sempre gli altri e sopratutto la ragazza di cui sono ossessionati, al primo posto mettendosi da soli nei gradini inferiori.

Le sceme che si mettono in ghingheri per ottenere l’apprezzamento degli altri e che si danno via per qualche parolina manipolatoria sono quelle che vengono sfruttate.

E si, so perfettamente che sto usando parole forti, anche offensive, ma lo reputo necessario perché chi si trova in questa situazione lo deve capire, una volta per tutte, che non è “una brava persona” ma solo un idiota. Solo con questa consapevolezza può nascere la forza, se non proprio la rabbia, necessaria a cambiare le cose.

Nel momento in cui ci si rifugia nel concetto consolatorio che “soffro.. ma almeno sono una brava persona (che comunque non sei perchè ti torturi da solo continuamente) allora non esisterà mai cambiamento e non esisterà mai soluzione.

 

CONCLUSIONI

Un bravo ragazzo può avere successo con le ragazze e continuare ad essere un bravo ragazzo senza che nessuno gli metta i piedi in testa. Una brava ragazza può continuare ad essere una brava ragazza anche vestendosi meno provocante e piantandola di fare l’infermierina o di lasciarsi manipolare dello stronzo di turno.

Non è “bravo” o “stronzo” che fa la differenza. Quello che fa la differenza è SEMPRE l’ammontare di amor proprio che coltivi dentro di te.

Lo dice anche la bibbia: tratta il prossimo come te stesso.

Nel momento in cui non rispetti te stesso non conta più niente, niente va come dovrebbe e l’unica cosa che otterrai è una vita di manipolazioni giustificata dall’ illusione di essere “una brava persona“… quindi va bene così, meglio così che stronzo/a.

Peccato che tu sia già stronzo/a… verso te stesso.

Ed è questa la cosa peggiore.

So di essere stato molto duro in questa ultima parte dell’articolo… ma spero che questa mia durezza possa trasformarsi in una forte autocritica verso te stesso e, da li, che tu possa trovare la forza di darti il valore che meriti.

Un abbraccio,

Luca Leonardi

 

Lascia un Pensiero