Sapevi che esiste una forte correlazione tra il maltrattamento sugli animali e la violenza domestica?

L’argomento è molto delicato ed è proprio per questo che all’interno di questo articolo te ne parlerà un’esperta assoluta del settore che ha generosamente accettato di scrivere per Amore Oggi: Francesca Sorcinelli.

Francesca ha fondato il progetto LINK-ITALIA nel 2009 ed è Presidente dell’omonima Associazione di Promozione Sociale dal 2012. E’ un’Educatrice Professionale che dopo aver lavorato in ambiti quali il recupero di minori dalla prostituzione in comunità per tossicodipendenti e otto anni in una comunità residenziale per minore dell’Azienda Servizi alla Persona del Comune di Modena, attualmente lavora presso la medesima azienda in una delle Comunità Semiresidenziali Socio-Educative per per e adolescente inviati dal Servizio Sociale.

I miei più sinceri ringraziamenti vanno a Francesca per il suo impegno nell’affrontare una tematica così delicata e per la disponibilità dimostrata nello scrivere questo articolo per Amore Oggi.

Ed ora… la parola all’esperta 🙂

Correlazione tra Maltrattamento e/o Uccisione di Animali, Violenza Domestica su Donne e Minori, Stalking, Atti Intimidatori

Prevenire e contrastare. la violenza su donne e minori implica come stato di necessità individuarne tempestivamente gli indicatori predittivi. In questo momento storico il salto evolutivo è contemplare il matrattamento di animali fra gli indicatori predittivi più efficaci.

Francesca Sorcinelli, Presidente LINK-ITALIA(APS)

 

“LINK”

LINK nel linguaggio comune inglese significa legame mentre in discipline anglosassoni quali psicologia, psichiatria, criminologia, scienze investigative si connota come termine tecnico che sta ad indicare la stretta correlazione esistente fra maltrattamento e/o uccisione di animali, violenza interpersonali e ogni altra condotta deviante, antisociale e/o criminale (omicidio, stupro, stalking, violenza domestica, rapina, spaccio, furto, truffa, manipolazione mentale, ecc…).

Le implicazioni psicosociali della violenza su animali sono infatti delineate da una centenaria letteratura scientifica internazionale e dalla più recente letteratura scientifica italiana per cui il maltrattamento di animali deve essere interpretato come:

  • sintomo di una potenziale situazione esistenziale patogena. Se il maltrattamento è condotto da un minore si tratta di una situazione esistenziale quale abuso familiare o ambientale che potrebbe implicare incuria, discuria, violenza psicologica, fisica, sessuale o tutte queste forme di violenza insieme.
  • fenomeno predittivo di contemporanee e/o successive altre condotte devianti, antisociali e/o criminali quali aggressioni fisiche e/o psicologiche alle persone; atti vandalici e/o piromani, furti caratterizzati dalla presenza di una vittima come borseggio, estorsione, rapina a mano armata; rapimento, violenza sessuale, assalto (con particolare riguardo al fenomeno degli Spree Killer), omicidio (con particolare riguardo al fenomeno dei Serial Killer).
Spree Killer: tradotto in italiano assassinio in catena; è un assassino i cui omicidi avvengono in un'esplosione di violenza che spesso si conclude con il suicidio dello stesso.
Cit. Wikipedia
  • parte integrante di altri crimini, in tal senso il maltrattamento fisico di animali viene spesso utilizzato come sgtrumento di violenza psicologica sulle persone per creare un dima di controllo e potere da parte del carnefice sulla propria vittima umana.

Questo è il caso di violenze domestiche su donne, minori, familiari, atti persecutori, stalking, ritorsioni, intimidazioni malavitose. In altre parole si colpisce fisicamente un animale per colpire psicologicamente una persona.

 

LA RELAZIONE TRA MALTRATTAMENTO SU ANIMALI E VIOLENZA DOMESTICA

In termini statisticamente rilevanti i partner abusatori minacciano di aggredire un animale da compagnia per indurre la donna a restare, per punire la vittima che se ne sta andando o come metodo coercitivo per farla tornare a casa.

Un partner violento può anche minacciare di ferire o uccidere l’animale o fargli direttamente del male per poi ammonire la vittima umana prospettandole di essere la prossima della lista.

Non a caso le donne vittime di violenza domestica che vivono con animali solitamente non se ne vanno di casa o rallentano pericolosamente la fuga, per non lasciare il proprio pet in balia del partner abusatore.

A tal proposito il dato americano parla di un fenomeno che si verifica fra il 18% e il 48% dei casi, il dato italiano che abbiamo definito su un numero oscuro elevatissimo, rileva che ciò accade nel 65% dei casi.

Tale dinamica impedisce ai Servizi Sociali, Associazioni Antiviolenza, Forze dell’Ordine di intervenire in modo tempestivo ed efficace per salvare la vita delle vittime umane (donne, anziani…) coinvolti nella violenza.

Infatti l’allontanamento di un minore in stato di pregiudizio può avvenire tramite un Decreto del Tribunale per i Minorenni, al contrario l’allontanamento di un adulto implica il consenso di quest’ultimo.

In questi casi l’unico modo per convincere le donne a lasciare il proprio pet è saperlo sicuro in un Rifugio per animali o portarselo con se in un Rifugio che accoglie entrambe le tipologie di vittime umane e animali.

D’altronde lasciare gli animali in casa con il partner abusatore costituisce una grave predisposizione vittimogena per l’animale e la donna stessa in quanto, fra gli ambiti privilegiati in cui viene messa in atto la crudeltà su animali vi sono la vendetta, gli atti persecutori e lo stalking.

I dati scientifici in tal senso rendono le paure delle donne per i propri animali più che legittime, probabili e statisticamente attestate.

In tali ambiti anche partner che fino alla rottura della relazione di coppia non agiscono crudeltà su animali penalmente o particolarmente rilevanti, spesso vanno in escalation arrivando alla tortura o uccisione dell’animale per ripicca, vendetta, persecuzione nei confronti della ex compagna.

 

LE IMPLICAZIONI DELL’ABUSO DI ANIMALI IN AMBITO DOMESTICO

  • Offesa alla persona: l'abuso di animali è indicatore specifico del fatto che donne e minori rischiano di trovarsi in una situazione letale. Un'azione ai danni di un animale da compagnia perpetrata da un soggetto violento è un chiaro segno di ciò che potrebbe capitare alla donna, al minore o all'anziano presenti in famiglia. Se il partner di fatto arriva ad uccidere l'animale, tale criminale può rivelare l'intenzione di infliggere ferite molto serie, se non letali, alla vittima umana designata.
  • Offesa all'animale: talvolta si sorvola fin troppo sul benessere dell'animale. Le minacce del partner violento conducono spesso a veri e propri atti sadici ai danni di animali. Senza tener conto delle molte uccisioni.
  • Importanza degli animali da compagnia per le vittime di violenza domestica: alcune vittime stabiliscono un particolare legame simbiotico con i propri animali, sopratutto le donne che si trovano isolate dal resto del mondo per colpa dei carnefici. Gli animali offrono un'ottima compagnia e possono anche essere parte integrante della vita dei figli. I pets inoltre possono rivelarsi un aiuto decisivo per l'emancipazione della vittima, nel lungo periodo.
  • Impatto sulla decisione di agire per autodifesa: una vittima potrebbe reagire più prontamente con un atto di autodifesa se capisse che il maltrattatore è perfettamente in grado di recare a lei il danno appena inflitto all'animale.
  • Impatto nella difesa di terzi: una donna può reagire più prontamente nella difesa di figli, parenti, amici se è consapevole che il maltrattatore è tranquillamente in grado di recare a qualsiasi altro componente della famiglia o persona significativa nella vita della stessa, i medesimi danni inflitti all'animale domestico.
  • Impatto nella difesa dell'animale: una donna può reagire più prontamente nella difesa dell'animale domestico se è consapevole che il maltrattatore può infliggere al pet gli stessi danni a lei inflitti.
  • Impatto sulla decisione di rimandare l'abbandono del partner abusatore: le donne vittime di violenza domestica con a carico animali solitamente non se ne vanno di casa per non lasciare il proprio pet in balia del partner abusatore.

 

COSA SI STA FACENDO?

Negli Stati Uniti è attiva una stretta collaborazione fra gli operatori che si occupano della cura e protezione degli animali e gli operatori che si occupano della cura e protezione di minori, donne e categorie deboli in genere.

Vengono organizzati corsi di formazione congiunta e per obbligo previsto dalla legge o per prassi gli Operatori del benessere e Protezione Animali e gli Operatori del benessere e Protezione Umana procedono tramite segnalazioni incrociate.

Interpretare il maltrattamento di animali come sintomo di una situazione esistenziale patogena (sopratutto se condotto da minori) e grave indicatore di pericolosità sociale intendendo con tale espressione “la probabilità o mera possibilità che un soggetto che commesso il reato di maltrattamento o uccisione di animali realizzi in futuro o sia già implicato in altri comportamenti previsti dalla legge come reati“, non significa prospettare l’ointuizione illuminata di una particolare scuola di pensiero poiché esso ha già ottenuto il massimo riconoscimento istituzionale in ambito accademico – Utah University, Northwestern University, Massachussetts University, Harvard University, Florida University, American Psychiatric Association, WOrld Health Organization, ecc – e investigativo giudiziario – Federalò Bureau of Investigation (F.B.I.), Office of Juvenile Justice and Delinquency Prevention (O.J.J.D.P.), Scotland Yard, New South Wales Police Force (AustraliaNSW Police Force), Canadian Police, ecc.

Sebbene in italia la sensibilità popolare rispetto ai diritti degli animali sia indubbiamente in crescita tale maltrattamento è interpretato dal legislatore come reato di serie B ed interpretato dalla società civile come fenomeno isolato invece che parte integrante la violenza interpersonale ed il crimine.

 

L’IMPEGNO DI LINK-ITALIA

E’ in tale scenario socioculturale che si innesta l’operato di LINK-ITALIA (APS) sul fronte della Raccolta Dati, Formazione Professionale, Sensibilizzazione dei Cittadini, dei Riconoscimenti e Accordi Istituzionali.

Costituita da Specialisti dei settori dell’educazione, prevenzione, trattamento, repressione, analisi della violenza e del crimine, l’Associazione studia e tratta il LINK dal 2006, avvalendosi di materiali internazionali pre esistenti (pubblicazioni scientifiche, casi studio, profili criminali e vittimologici, protocolli di negoziazione, protezione ostaggi o sequestrati, ecc.) e sviluppando materiali ex-novo che apportano alla prevenzione, trattamento e contrasto del fenomeno innovazioni teoriche e pratico-operative a livello nazionale in ambito criminologico, vittimologico, investigativo, psicosociale, pedagogico, sanitario, veterinario, sviluppando come disciplina di riferimento teorico per l’Italia una nuova branca della zooantropologia: la Zooantropologia della Devianza.

 

CASI LINK

Al fine di una specifica raccolta dati italiana abbiamo definito Casi Link i casi di maltrattamento e/o uccisione di animali in cui:

  • Il maltrattatore ha compiuto in passato o commette contemporaneamente anche altri atti devianti, antisociali o criminali;
  • Il maltrattamento di animali è parte integrante di un altro crimine o atto deviante (omicidi, violenza sessuale, pedofilia, violenza domestica su donne e minori, stalking, atti intimidatori di stampo malavitoso, traffico di droga, riti satanici, ecc);
  • Il maltrattamento di animali è contemplato nelle parafilie classificate nel DSM V (APA) o ICD-10 (OMS) zoofiliaerotica (zooerastia) e bestialismo;
  • Il maltrattatore è un minorenne coinvolto o meno in altre forme di devianza o comportamento criminale;
  • Il maltrattamento di animali è avvenuto al cospetto di un minore.

Il 2016 è stato un anno importante per l’Italia nello studio del LINK in quanto la prima raccolta dati retrospettiva su un campione di 682 detenuti nelle carceri italiane e l’analisi di un campione più allargato di 1087 Casi Link svolta da LINK-ITALIA e N.I.R.D.A. del Corpo Forestale dello Stato, in collaborazione cl Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, ha consentito di delineare il Profilo Zooantropologico Comportamentale e Criminale del Maltrattatore e/o Uccisore di Animali.

Relativamente alla raccolta dati sopracitata va evidenziato che in Italia il riconoscimento del LINK non è più classificabile o attribuibile ad arbitrarie percezioni, deduzioni, intuizioni, ipotesi plausibili e di buon senso che possono essere contestate da altrettante ipotesi arbitrarie contrarie.

Affermare che il Maltrattamento e/o Uccisione di Animali sia un preciso indicatore di pericolosità sociale e sintomo di una situazione esistenziale patogena, finalmente anche per l’Italia è il risultato di uno scientifico processo statistico – matematico di analisi del fenomeno.

Francesca Sorcinelli
Educatrice Professionale
Presidente LINK-ITALIA (APS)
www.link-italia.net
info@link-italia.net

 

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