Quanto può essere dannosa una relazione tossica per chi la vive in maniera prolungata? E sopratutto… come possiamo fare a capire se quella che stiamo vivendo è realmente una relazione tossica o no?

La seconda domanda può sembrare banale ma non è raro che una persona incastrata in un vortice di manipolazione faccia di tutto per giustificare il suo aguzzino rifiutandosi di vedere la realtà e quindi avere degli elementi tangibili da analizzare è di primaria importanza nell’analisi delle situazioni e nella comprensione delle stesse.

Questo articolo è il riassunto di un video molto interessante e di importanza estrema che ho registrato insieme alla dottoressa Annalisa Barbier, Psicologa, e che trovi allegato all’articolo stesso.

Pronto per cominciare?

3… 2… 1… via!

 

LE CONSEGUENZE DELLE RELAZIONI TOSSICHE

Quando parliamo di una relazione tossica ci riferiamo, in maniera generica, ad una relazione disfunzionale all’interno della quale una persona che dovrebbe amarci invece ci sminuisce e maltratta (psicologicamente e/o fisicamente) creando dei fortissimi stati confusionali e di stress.

Alcune delle conseguenze del prolungarsi di una relazione di questo tipo possono essere:

  • condizione di ipervigilanza costante
  • sbalzi emotivi
  • incapacità di gestire le emozioni
  • attacchi di panico
  • stati d’ansia cronicizzati
  • depressione
  • disturbi del sonno
  • disturbi dell’alimentazione
  • formazione di dipendenze da alchool e/o sostanze
  • irritabilità
  • eccessi di rabbia
  • allontanamento ed isolamento sociale
  • diminuzione del rendimento lavorativo
  • problemi gastrici
  • problemi della pelle

…e molti altri ancora.

Una delle peggiori conseguenze è l’incapacità di lasciarsi alle spalle le esperienze traumatiche vissute, tenendo quindi a riviverle in continuazione ogni qual volta la mente percepisce (ed in quanto percezione è puramente soggettiva e non necessariamente reale) un pericolo. Questo fatto porta a strutturare un comportamento di fuga verso i propri pensieri e verso le persone che si hanno intorno nel momento della percezione negativa, scaturendo in pesanti allontanamenti sociali e rottura di relazioni (sentimentali o d’amicizia che siano) che portano all’isolamento ed al successivo stato depressivo del soggetto che ne è vittima.

 

IL PRIMO INDICATORE DELLE RELAZIONI TOSSICHE

Sentirsi sempre soli è il primo indicatore di una relazione tossica.

Ma cosa significa esattamente?

All’interno di una relazione tossica viene a mancare la sensazione di intimità e di reciproco rispetto che dovrebbero far parte di una relazione sana.

Si percepisce il rapporto come un qualcosa di forzato da parte del partner, come se ci “sopportasse” più che desideri realmente passare del tempo insieme. Desiderio che dovrebbe venire dimostrato dalle azioni e dal tempo impiegato all’interno della coppia.

 

IL SECONDO INDICATORE DELLE RELAZIONI TOSSICHE

Non sentirsi mai abbastanza è il secondo indicatore di una relazione tossica.

Il partner abusante ha quasi sempre la tendenza a sminuire le tue azioni ed i tuoi successi.

Tale comportamento deriva dal bisogno inconscio di non mettere in discussione il proprio valore e le proprie capacità ma, essendo emotivamente “vuoto“, il modo migliore che ha per sentirsi “potente” o “importante” è quello di sminuire gli altri.

Dopotutto.. se gli altri valgono poco allora risulta più facile sentirsi migliori.

 

IL TERZO INDICATORE DELLE RELAZIONI TOSSICHE

Sentirsi incastrati nella relazione è il terzo indicatore di una relazione tossica.

Sfortunatamente il comportamento che porta a questa sensazione è addirittura considerato come una sorta di dimostrazione d’interesse da parte del partner mentre in realtà sarebbe più corretto considerarlo un comportamento ossessivo che limita la libertà di vita e d’azione.

Messaggini e telefonate continue, dove sei, come va, vediamoci, eccetera eccetera…

Generalmente pensiamo che chi si comporta così tenga veramente a noi ma la realtà è che, quando il comportamento è costante ed attuato spesso, è dimostrazione di una forte paura personale dovuta a problematiche irrisolte nella sfera emotiva.

Se a questo aggiungiamo anche il fatto che quando il tentativo di controllo non ha successo, l’abusante passa quasi sempre alle critiche ed alle minacce (ecco vedi, non ti sei fatto sentire, sei come tutti gli altri – non vali niente – se fai così ti lascio – ecc ecc…) diventa facile capire come la situazione che viene a crearsi è rappresentata da un disagio costante che porta la vittima a vivere con la paura perenne di sbagliare e non rispondere non tanto ai propri desideri ma alle aspettative ed alle pretese dell’altro.

 

IL QUARTO E QUINTO INDICATORE DELLE RELAZIONI TOSSICHE

Rinunciare ai propri valori è il quarto indicatore mentre il quinto è il sentire di non valere niente.

Rinunciare alle passioni, alle amicizie, ai propri valori morali… il tutto per accontentare il partner e rispondere alle sue aspettative (pretese).

C’è chi pretende che si smetta di frequentare le proprie amicizie, chi richiede pratiche sessuali che generalmente non si sarebbero svolte e chi spinge la propria vittima a modificare il suo stile di vita lasciandosi andare a diverse dipendenze che non avevi in precedenza quali magari la droga.

Chi siamo veramente non ha valore, noi non abbiamo valore.

Si va a creare una situazione all’interno della quale noi valiamo solo in base al valore che riusciamo a farci attribuire dal partner abusante, valore che, nella maggior parte dei casi, non ci viene riconosciuto perché solo lui/lei è il sole che brilla, noi dobbiamo restare sempre all’ombra della sua immensità sotto una pioggia costante di critiche ed insulti.

 

IL SESTO E SETTIMO INDICATORE DELLE RELAZIONI TOSSICHE

Alla fine arriviamo a veri e propri esaurimenti causati da alti e bassi ed alla formazione di pensieri ossessivi che rappresentano rispettivamente il sesto ed il settimo indicatore di una relazione tossica.

Uno dei tratti principali del manipolatore è quello dell’utilizzo del breadcrumbing (comunemente chiamato Tira e Molla) caratterizzato da un’alternanza di comportamenti che dimostrano una cosa e poi il suo esatto contrario o, in maniera più estrema, dall’utilizzo del love bombing (sommergere letteralmente una persona di attenzioni) seguito poi dal ghosting (ovvero una totale e repentina sparizione).

Ci fa capire che ci vuole bene e poi ci allontana, ci dice che gli manchiamo e poi non si fa mai sentire, ci abbraccia e ci spinge via o magari ci dice proprio che siamo persone speciali solo per poi criticarci pesantemente qualche minuto dopo… il tutto senza che vi sia una reale motivazione.

Quest’alternanza tra alti e bassi crea uno stato confusionale di dissonanza cognitiva che, nel tempo, porta alla creazione di forti pensieri e stati ossessivi e di dipendenza verso l’aguzzino in questione.

 

CONCLUSIONI

E’ opportuno ricordare che questi comportamenti sono indicatori di una forte tossicità relazionale solo quando sono attuati per la maggior parte del tempo ed in maniera continuativa/cronica.

Se questi comportamenti vengono attuati una volta ogni tanto possono essere considerati “normali” in quanto stimolati da specifiche situazioni e stati emotivi momentanei ma nella costanza sono un indicatore quasi inequivocabile di relazione tossica.

Esiste poi una specifica da tenere a mente: è possibile infatti che una persona che ha subito per buona parte della sua vita una situazione tossica di questo tipo, nelle relazioni future tenda a sentirsi vittima di tutti questi indicatori più per “lezione imparata dal passato” che da dei reali comportamenti abusanti da parte del partner.

L’argomento è complesso quindi ne parleremo meglio in un prossimo video/articolo.

Per adesso ti saluto con un abbraccio,

Luca Leonardi

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