Quando subiamo un tradimento da parte di qualcuno è quasi inevitabile provare una forte sensazione di delusione nonché un potete dolore emotivo che quasi sempre si trasforma in dolore fisico.

Questa tipologia di dolore è data quasi per scontata da molte persone che però non si chiedono minimamente come mai lo proviamo.

Capire le dinamiche che fanno scaturire in noi queste sensazioni però è di estrema importanza per capire noi stessi e quindi all’interno di questo articolo ti parlerò proprio di questo: come mai stiamo male quando veniamo traditi.

Pronto?

3… 2… 1… via! 😀

 

L’ESSERE UMANO E’ UN ANIMALE SOCIALE

Innanzitutto è necessario comprendere che l‘essere umano fa parte delle razze animali e che tra queste è definito “animale sociale.

Gli esseri umani infatti, tendono a formare diversi “gruppi”, anche considerati “contesti” all’interno del quale possono sia condividere le loro idee e caratteristiche peculiari nonché aiutarsi a vicenda.

Questa dinamica è di estrema importanza per la sopravvivenza della nostra razza ed è strettamente collegata all’istinto di sopravvivenza.

Più aiuto abbiamo, meglio ci integriamo con gli altri, più aumentano le nostre possibilità di continuare a sopravvivere.

Ricordiamo infatti che la selezione naturale che decide chi vive e chi muore non si basa sulla sopravvivenza del più forte, come molti pensano, ma su quella del più adatto ovvero “dell’organismo maggiormente capace di adattarsi al contesto in cui vive“.

Questo è anche il motivo principale per cui le persone cambiano a seconda del contesto in cui si trovano a vivere (come spiegato nel comportamentismo, una branca della sociologia): nel momento in cui si ritrova a cambiare contesto di vita, per aumentare le sue possibilità di sopravvivenza all’interno di quello specifico contesto, cambia (spesso senza accorgersene) personalità e comportamenti.

Ti basti pensare a qualche amico che, a seguito di un trasferimento, un nuovo lavoro o un nuovo hobby diventa una persona totalmente diversa ed a volte irriconoscibile dopo qualche mese o, se vuoi un esempio più alla mano, puoi divertirti a guardare ed analizzare il film “Il Diavolo Veste Prada”.

 

BISOGNO DI APPROVAZIONE E RICONOSCIMENTO

Tutti noi, come dimostrazione di una fruttuosa integrazione all’interno di un contesto, abbiamo bisogno di approvazione e riconoscimento da parte delle altre persone che popolano quel contesto.

L’approvazione altrui infatti è come una conferma psicologica del fatto che noi non solo esistiamo ed abbiamo un valore, ma anche che le nostre possibilità di sopravvivere sono, grazie all’accettazione del gruppo, molto più alte.

La mancanza di queste dimostrazioni può, nel tempo, provocare gravi danni psicologici fino anche alla creazione di vere e proprie malattie mentali.

Non è un caso infatti che per l’educazione dell’infanzia uno dei “metodi” più utili è quello del premio e della punizione in cui ci si assicura di fornire premi (anche solo sotto forma di approvazione esplicita) verso i comportamenti positivi del bambino mentre quelli negativi vengono puniti.

Lo stesso però si applica anche in età adulta: ti basti pensare ad un lavoratore che si impegna al massimo ma non riceve mai alcun segno di apprezzamento o alcuna reale gratificazione da parte del suo capo: nel tempo è quasi sicuro che si troverà a vivere in uno stato di stress perenne nonché demotivazione ed insoddisfazione.

 

PERCHE’ STIAMO MALE QUANDO VENIAMO RIFIUTATI, LASCIATI TRADITI O NON RICEVIAMO APPROVAZIONE?

Quando veniamo rifiutati, lasciati, traditi o magari semplicemente continuiamo a non ricevere apprezzamento nonostante l’impegno, ancora peggio se al posto di apprezzamento riceviamo critiche o indifferenza (l’indifferenza è paragonabile ad una critica), la nostra mente elabora inconsciamente l’avvenimento come se fosse un “rifiuto sociale” e, riconoscendo che tramite questo rifiuto ci viene negata la possibilità di integrazione reagisce con paura e dubbi che, a loro volta, si trasformano in un forte dolore mentale.

Se a questo aggiungiamo anche che l’area del cervello responsabile per il dolore mentale e quella responsabile per il dolore fisico sono la stessa… ecco spiegato come mai spesso quando proviamo dolore emotivo stiamo male anche fisicamente.

Questa dinamica ci provoca però un sacco di problemi.

 

LE DISASTROSE CONSEGUENZE DI QUESTA DINAMICA ISTINTIVA

Innanzitutto, come dicevo in precedenza, la prima conseguenza è la strutturazione, nel tempo, di personalità deboli, emotivamente fragili e, per questo, soggette sia allo sviluppo di vere e proprie problematiche mentali che allo sfruttamento da parte di soggetti senza scrupoli e manipolatrici.

Non è un caso infatti che, le principali tecniche manipolatorie utilizzate da queste persone, si basino proprio sul provocare la speranza di essere approvati ma negando sempre l’approvazione definitiva, in maniera tale da creare forti stati ossessivi nelle vittime che, successivamente,  li male interpreteranno convincendosi si tratti di amore.

Questo bisogno di ricevere approvazione da chi ce la nega oltretutto, è l’unico motivo ( e ripeto.. l’UNICO motivo) per cui quando veniamo lasciati o rifiutati entriamo praticamente sempre in uno stato ossessivo composto da tristezza, dolore, ossessione e bisogno di conquistare/riconquistare la persona che desideriamo.

Non è amore, non sarà MAI amore, è solo un bisogno molto forte di ricevere l’approvazione necessaria a rinsaldare la nostra autostima da parte di qualcuno che teniamo in alta considerazione ma che proprio non ci vede e, nonostante le razionalizzazioni che forziamo in noi stessi, è un desiderio (più un bisogno in realtà) puramente egoistico.

 

PERCHE’ IL DOLORE PROVOCATO DA UN TRADIMENTO E’ MAGGIORE RISPETTO AGLI ALTRI?

Semplice: perché quando veniamo traditi non c’è solo la mancanza di approvazione da parte di una persona su cui basavamo molta della nostra autostima, ma un messaggio molto più “potente” che ci paragona ad un’altra persona e ci qualifica come “inferiori” o “meno adatti”.

Essere considerati inferiori a qualcuno è, psicologicamente parlando, molto peggio che essere considerati “non adatti” a qualcuno, semplicemente perché ci mette uno, due, tre, mille (dipende dalla percezione personale) gradini più in basso rispetto a qualcun altro.

 

CONCLUSIONI

Immagino che molte persone adesso si chiedano “ok, ho capito… ma come si fa a non stare male in queste situazioni?

E la risposta è: “non si può”. Essendo tale dolore provocato da un meccanismo puramente istintivo non è razionalmente controllabile.

Quello che è possibile fare però, è crescere maturando la consapevolezza che nessuno è “sbagliato” in quanto individuo ma semplicemente più o meno adatto ad un’altra specifica persona.

E’ una questione di compatibilità.

Nessuno potrà mai essere apprezzato da tutti: ci saranno sempre persone che ci apprezzeranno ed altre che non lo faranno.

L’unica cosa che possiamo fare è essere consapevoli che, nel momento in cui troviamo il contesto che ci valorizza in quanto individui, troveremo al suo interno tante persone che ci apprezzeranno per come realmente siamo senza alcun bisogno di “sforzarci” di piacere o impressionare gli altri.

A parte questo… capire anche che se veniamo traditi non siamo noi che siamo sbagliati… ma è l’altra persona che è veramente S*****A in quanto va, volontariamente (che nessuno mi venga a dire che il tradimento può essere involontario perché non è e non sarà mai vero) ad infrangere la fiducia di un’altra persona nei suoi confronti.

Un abbraccio,

Luca Leonardi

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