La Dottoressa Annalisa Barbier è un’esperta di manipolazione relazionale e per Amore Oggi ha già scritto un articolo spiegando quali sono le tipologie di manipolatori in cui è possibile imbattersi e quali sono le conseguenze di questo tipo di relazione.

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Quest’oggi invece, abbiamo la possibilità di pubblicare un’intervista in esclusiva che ci ha gentilmente concesso all’interno della quale parliamo di come sia possa fare a staccarsi dalle spire di un manipolatore, riuscendo a lasciarsi alle spalle ogni forma di relazione tossica.

Pronto?

3… 2… 1… via! 😀

COME USCIRE DA UNA RELAZIONE TOSSICA – INTERVISTA AD ANNALISA BARBIER

Innanzitutto grazie di aver accettato di sottoporti a questa intervista. Nell’articolo che hai scritto per amore oggi ci hai parlato delle diverse tipologie di manipolazione e di manipolatori, mettendo una certa enfasi sulle conseguenze che tale manipolazione può avere su chi la subisce. Oggi invece quella che voglio farti è una domanda che penso tantissime persone si pongono: è possibile, quando si è vittime di questi manipolatori, uscirne e salvarsi?

Grazie a voi per la bella opportunità.

Certamente. Come per ogni cosa, occorre che vi sia prima di tutto la conoscenza del fenomeno, che ci permette di poterlo riconoscere e identificare nella propria esperienza relazionale. Spesso infatti, non sapere “che nome dare” ad una serie di comportamenti ed esperienze che si vivono, le rende più confuse e dolorose e a volte induce a credere che si tratti di qualcosa di “sopportabile” o normale, sopratutto se si proviene da famiglie disfunzionali o abusanti. Invece, poter chiamare le cose con il loro nome le rende maggiormente governabili. la conoscenza e l’informazione sono il primo passo verso la comprensione di ciò che accade. Ricordiamo però che per uscire da una relazione disfunzionale occorrono sopratutto impegno e forza di volontà, che ci devono assistere nel percorso di distacco e di prevenzione delle ricadute.


Sapere che è possibile è sicuramente molto importante, sopratutto perché molte persone non riescono a vedere queste possibilità di salvezza. Come mai chi è vittima dei manipolatori si convince di non poterne uscire?

La natura della manipolazione è quella di indurre l'altro a fare o pensare qualcosa che altrimenti non penserebbe o non farebbe spontaneamente. Tra le conseguenze più comuni del vivere una relazione basata su comportamenti costantemente manipolativi, vi sono una condizione di graduale perdita di stabilità emotiva, crescente senso di confusione, erosione del senso di identità e progressivo isolamento da amici e famiglia. La persona dunque inizia a dubitare di se, delle proprie percezioni e della giustezza dei propri comportamenti, fino a giungere al punto di assumere il punto di vista dell'altro in maniera passiva ed acritica. Una sorta di inconsapevole resa, associata ad un profondo senso di inadeguatezza, impotenza e rassegnazione. In queste condizioni, sotto l'influenza del giudizio e del controllo dell'altro, è molto difficile assumere una prospettiva indipendente e lucida. Inoltre, spesso sono presenti una condizione di isolamento, prostrazione e di apatia a rendere ancor più difficile chiedere aiuto all'esterno.


Immagino che la figura dello psicoterapeuta sia di estrema importanza in una situazione di questo tipo. Qual è il suo compito? In che modo può fornire aiuto?

Quando arriva una persona conscia di aver vissuto una relazione caratterizzata da dinamiche manipolative, il primo passo - quello della consapevolezza e della conoscenza - è già stato fatto, almeno in parte. Il compito di chi fornisce aiuto è quello di accompagnare il paziente lungo un percorso di comprensione, accoglimento di se e ricostruzione. A volte si devono affrontare, insieme ad altri professionisti (ad esempio avvocati o psichiatri) le difficoltà concrete legate alla chiusura di una relazione di convivenza o di un matrimonio. Il punto importante è aiutare il paziente a mantenere una ferma determinazione, che nasce dalla consapevolezza delle proprie vulnerabilità, di quanto dannose alcune dinamiche messe in atto siano state e di quanto possano divenire pericolose. Recuperare un sano senso di autonomia, stima di se e del proprio intrinseco valore nonostante l'accaduto è la sfida principale da affrontare.


Sicuramente avrai avuto a che fare con situazioni di questo tipo. Puoi condividere con noi un'esperienza in cui sei riuscita con successo ad aiutare qualcuno ad uscire dalle spire distruttive della manipolazione relazionale?

Ho avuto l'onore di accompagnare diverse persone nel loro percorso di consapevolezza e, a volte, di chiusura di una relazione non sana. In particolare, ricordo una donna che da molti anni viveva una relazione matrimoniale in cui alternava sentimenti di frustrazione, paura, rabbia e tristezza. La sua indole, particolarmente timorosa e dipendente, le aveva reso difficile prendere atto di cosa fosse diventato il suo matrimonio e di come fossero divenuti aridi e taglienti i rapporti con il marito: un "tortura" come lei stessa la definì, di cui si sentiva in parte responsabile. Descriveva il marito come un uomo materialista, arrogante ed anaffettivo, che coglieva ogni occasione si presentasse per svalutarla ed offenderla. Lo aveva sempre giustificato, compreso e accudito e, negli anni, aveva lentamente imparato a fare a meno di tenerezza, dialogo e affetto da parte di lui, pur di portare avanti il matrimonio. Quando iniziò a soffrire di attacchi di panico e dolorose dermatiti ricorrenti, si rese conto di aver raggiunto un livello intollerabile di sofferenza e decise di guardarsi dentro senza filtri. Il cammino è stato lungo e impegnativo ma ricco di soddisfazioni: entrare in contatto con le parti ferite di se ed imparare che se ne può aver cura autonomamente, accogliendole ed ascoltandole è molto importante- Altrettanto lo è imparare a rinunciare a tutto ciò che si è usato come "regolatore emotivo" esterno, comprendendo che si tratta solo di un sollievo momentaneo, che non rende più completi ne più felici.


Se qualcuno volesse contattarti per chiederti aiuto come può fare?

I miei contatti sono indicati sul mio sito: psicoterapiapersona.it


È possibile però che molte persone siano troppo orgogliose, si vergognino o abbiano addirittura paura a chiedere aiuto? In questi casi cosa possono fare per migliorare le loro sorti?

Se le persone non si accorgono o non accettano di aver bisogno di aiuto, assumono un atteggiamento di negazione o non agiscono per chiedere soccorso o sostegno, non c'è molto che si possa fare; come cita un proverbio zen: "Si può portare il bue assetato al fiume, ma se non sarà lui a bere, morirà". Ecco perché l'informazione è davvero importante: perché permette a chi vive queste relazioni di comprendere che può essere aiutato e che ne può uscire, se lo vuole davvero fare. Si tratta di un percorso che può essere impegnativo e richiedere certamente il coraggio di lasciar andare alcune cose: tra cui le vecchie abitudini e l'aspettativa di ottenere sicurezze e gratificazioni da una relazione che non è in grado di fornirne.


Una persona può riuscire a staccarsi da una relazione tossica da sola? In caso puoi dare qualche consiglio utile che possa permettere a qualcuno di salvarsi con le sue mani?

Certamente. Può farlo se è sufficientemente forte e ben a conoscenza di queste dinamiche, oppure perché semplicemente si rende conto che qualcosa di importante non va e capisce che deve prendere le distanze dalla relazione in questione. Ognuno di noi è dotato di un intuito, di una "Vocina interiore" che ci avvisa di fronte al pericolo... occorre saperla ascoltare anche quando ci dice cose scomode, che non vorremmo sentire! Il mio consiglio principale è di prendere le distanze dall'altro e dalla relazione, e di riavvicinarsi a se stessi: sappiate restare in silenzio, ascoltate il vostro cuore, la vostra parte più profonda e intima che SA di cosa avete davvero bisogno. E sfrondate tutto il resto, rendendolo relativo: paure, abitudini di pensiero, imposizioni o convenzioni sociali. Non abbiate paura di cambiare.


Esistono delle associazioni che possano aiutare chi è vittima di queste dinamiche ad uscirne al meglio possibile? Se si in che modo viene fornito questo aiuto?

Nel 2014 è nata l'associazione "La volpe nascosta" proprio al fine di fornire informazione e sostegno psicologico e legale, se necessario, a coloro che vivevano situazioni manipolative all'interno di relazioni familiari, professionali o sentimentali. Tuttavia, ad oggi, a causa di difficoltà organizzative e logistiche, l'associazione non è più attiva. Stiamo però valutando, insieme agli altri soci, se renderla nuovamente operativa.


Prima di salutarci ti va di scrivere due parole di incoraggiamento e/o speranza, magari infilandoci dentro qualche altro consiglio, per chi si ritrova intrappolato/a, magari pensando di non avere speranza, da questa maledetta manipolazione relazionale?

Il carburante principale che alimenta le dinamiche manipolative è costituito dalla tendenza, da parte di chi le subisce, a ricercare eccessivamente rassicurazioni ed approvazioni esterne, o dalla paura di essere abbandonato, di restare solo e dunque non farcela ad andare avanti. Questo porta ad occuparsi sempre di più dell'altro, del giudizio, dei bisogni e dei desideri altrui, mettendo i proprio all'ultimo posto. Porta ad accettare comportamenti intollerabili. Porta a pretendere che l'altro sia diverso da come è. Bisogna occuparsi di se stessi e del proprio benessere, fisico ed emotivo, in prima persona. Chiedersi di cosa si ha davvero bisogno, cosa rende sereni e soddisfatti, iniziare a fare cose nuove - anche piccole - ogni giorno. Coltivare il proprio giardino segreto... Ricominciare a volersi bene, ad accogliere i propri stati d'animo spiacevoli, ad ascoltarli e rispettarli senza cercare a tutti i costi un sollievo immediato attraverso l'approvazione dell'altro o la sua presenza. E saper chiedere aiuto quando necessario, lasciando indietro qualsiasi vergogna: siamo tutti umani e fallibili e ognuno di noi ha il diritto di essere anche debole e vulnerabile.


Bene, grazie mille per la disponibilità e per l'aiuto che hai appena fornito a tutti quelli che si ritroveranno a leggere queste righe.

Grazie a voi per la possibilità e, per chiunque abbia bisogno, coraggio ed in bocca al lupo! Amatevi e non permettete a nessuno di distruggere questo amore.

 

CONCLUSIONI

Direi che quest'intervista risponde in maniera molto esauriente alla domanda " è possibile staccarsi da una relazione tossica?" con un chiaro e sonoro "SI!".

Tutto però sta a te, alla tua forza, al tuo coraggio e, eventualmente, alla tua capacità di chiedere aiuto alle persone giuste.

E tu? Sei mai riuscito/a a staccarti da un manipolatore relazionale?

Se volessi condividere la tua esperienza nei commenti te ne sarò estremamente grato.

Ti ricordo oltretutto che puoi seguire la dottoressa Barbier anche su Facebook seguendo questi due link: PROFILO FACEBOOK - PAGINA FACEBOOK.

Un abbraccio,

Luca Leonardi

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